CAPITOLO 5: IL PRIMO APPUNTAMENTO

“All good things come to an end” cantava Nelly Furtado! E, così, eccoci qui, arrivati all’ultimo capitolo di questa strabiliante epopea tra le varie app di dating online.
Questo viaggio non può che concludersi così, con il primo appuntamento (quando ci si arriva, se ci si arriva!).
Che poi, se son rose fioriranno.
Ma attenti sempre alle possibili spine!

Modello 1: Il 50 e 50.
Lo hai già capito. È quello che divide al centesimo la spesa del primo appuntamento. Pure se lui prende un caffè e tu niente.
Al momento del conto al ristorante, lui prende lo scontrino e inizia a fare la divisione dei pani e dei pesci, dicendoti esattamente quanto spetta a te e quanto spetta a lui. Nemmeno alla romana.
Che tu lo guardi e ti chiedi se non sarebbe stato meglio restare a casa a guardare “La casa di carta” che almeno Berlino ti avrebbe fatto una serenata!

Modello 2: Il “non siamo compatibili”.
Vi vedete, chiacchierate, ti sembra anche ci sia una buona attrazione e poi lui, sul più bello, se ne esce con questa frase. “Non siamo compatibili”. Dopo nemmeno un’ora. Che tu ti chiedi cosa stia cercando esattamente, visto che a te, dopo tutto, 4 salti in padella non dispiacerebbero e l’ultima volta che hai controllato non ti pareva fosse necessario essere compatibili per fare della ginnastica insieme. Allora glielo chiedi proprio, cosa cerca. E lui ti dice “niente di impegnativo”.
È lì che capisci che devi scappare. Prima che i due neuroni che ha nel cervello (e che si stanno chiaramente prendendo a testate l’uno con l’altro) facciano impazzire anche te.

Modello 3: Il logorroico.
Lui non smette di parlare. Mai. E in circa due ore di appuntamento ti racconta tutta la sua vita. Tutta. Dall’infanzia difficile con un padre assente all’ultima esperienza sentimentale che è finita con lei che ancora lo cerca non rassegnata all’idea di averlo perso. Tu, ogni tanto, dici qualche “certo” “eh sì” “hai ragione” ma non riesci a parlare nemmeno un secondo di più. Che non capisci se lui stia cercando una donna da frequentare o uno psicologo a costo zero. Quando ti propone “ti va di sederci a bere un caffè?” tu guardi l’orologio ed esclami “come si è fatto tardi. Mi dispiace, ma devo proprio andare”. E, voltandoti, inizi a bloccarlo su qualunque social lo avessi aggiunto.

Modello 4: Il risucchio.
Dalle foto, ti sembrava carino. Dalle chat, con argomenti interessanti. Avevi già in qualche modo iniziato a fantasticare sul nome da dare ai vostri figli quando scopri l’amara verità.
Lui non mangia. Lui non beve. Lui risucchia, qualsiasi cosa abbia davanti. Che tu devi fare uno sforzo immane per evitare di vomitargli in faccia. E ti limiti a guardarlo con aria disgustata nella speranza che quella tortura a cui ti sta sottoponendo finisca presto. Prestissimo.

Modello 5: L’uomo perfetto.
Foto approvate. Descrizione accattivante. Primo approccio brillante. Qualche chat interessante.
Lo vedi arrivare e un po’ ti senti mancare la terra sotto i piedi perché dal vivo è più figo che in foto. Ti fa ridere. Quanto ti fa ridere. Ti offre il caffè anche se tu insisti per pagare la tua parte. Continuate a ridere. Guardi l’orologio e sono già passate tre ore. Non ti sembra vero. Vorresti non finisse. Vi salutate con la promessa di risentirvi.
E lui, tempo zero, diventa l’uomo colla che vuole sapere qualsiasi cosa tu abbia fatto, con chi tu l’abbia fatta, perché tu l’abbia fatta. E tu, tempo zero, lo mandi a fare in culo.
In alternativa, si trasforma nell’uomo fantasma, quello che sparisce senza più rispondere nemmeno a un messaggio o una chiamata. Mica ci avevi creduto sul serio che esistesse l’uomo perfetto, no!?

Forse, resterò single davvero, a vita!
Che se le premesse sono queste, meglio sola recitava un vecchio adagio!
Grazie di avermi seguita in questa piccola avventura. Ora, credo mi disintossicherò da queste app (seeeee chi ci crede!?).
Dai, per l’ultima volta, sipario!

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